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#15 “Come essere felici?” è una semplice domanda

Alessandro Cattelan, oltre ad essere considerato – ancora (!) – un’ “eterna promessa” del mondo dell’intrattenimento, è tra i presentatori italiani più stimati dal grande pubblico della televisione nostrana, grazie alle sue doti quasi da showman che ha sfoderato nel suo EPCC. Dal carattere ironico ed irriverente (alle volte anche pungente), l’ho sempre annoverato tra i miei modelli, volendo anch’io intraprendere questa carriera. Sarebbe un sogno sì, ma sapere che uno come Cattelan, che con l’artista Maurizio condivide il cognome pur non essendogli parente, mi dà abbastanza conforto e accresce in me il cosidetto spirito d’emulazione. Certo tra il mio modesto approccio e il suo rispettabile percorso c’è un abisso abnorme e non mi verrebbe mai in mente di copiare per filo e per segno il suo stile, ma quel suo essere “diverso” ed “innovativo” è un punto su cui lavorare se si vuole innovare nell’ambito della comunicazione. E quindi lo seguo con molta attenzione, cercando di “rubare” i segreti del mestiere pur non conoscendolo – ahimè – personalmente.

Piccolo excursus: una volta mi ha risposto a un commento su Instagram. Questo per dire che:

  1. Io volevo “menarmela”;
  2. Lui, nonostante la fama e lo status ormai consolidato di personaggio pubblico, non disdegna il contatto con i social e questo è assolutamente un punto a suo favore.

Fine excursus, che non interessava a nessuno…

Piemontese di Tortona, classe 1980, celebre per aver condotto X-Factor su Sky per ben dieci anni, vanta un curriculum di tutto rispetto tra lavori tv e radio. Dall’esordio a MTV fino al suo late show all’americana (“E poi c’è Cattelan”), passando per la conduzione del David di Donatello e dell’Eurovision Song Contest 2022, che presenterà – assieme a Mika e Laura Pausini – in lingua inglese (skill che in pochi hanno e possono esibire) da padrone di casa, considerando che l’edizione di quest’anno si terrà in quel di Torino. Da diverse stagioni è anche tra gli speaker di Radio Deejay e ultimamente, a suo modo, è sbarcato anche in Rai con il programma “Da Grande”, che non è stato – a dire il vero – un vero e proprio successo ma ha sicuramente catalizzato l’attenzione dei più giovani e non solo; con una conduzione “giovanile” che tanto è stata contestata, quanto lodata dalla critica!

Archiviata questa breve presentazione di Cattelan (che mi sarei potuto risparmiare dato che hanno inventato Wikipedia e Google), sono qui per consigliarvi, come di consueto, un qualcosa che non potete perdervi. Sto parlando di “Una semplice domanda”, pubblicato venerdì 18 marzo 2022 sulla piattaforma streaming Netflix che vede proprio la conduzione e l’ideazione del sopracitato Alessandro Cattelan. La serie parte appunto da “una semplice domanda” che Nina (figlia di Alessandro) pone a suo papà ovvero “che cos’è la felicità? E come si fa ad essere felici?” Ale Cattelan proverà a spiegarlo tramite una folle esperienza con tanti ospiti a seguito in sei puntate da 30 minuti circa.

Dalla passione di Roberto Baggio nel progettare e produrre anatre (e oche) di legno alla toccante testimonianza di Gianluca Vialli sulla sua malattia; “Una semplice domanda” ci offre la possibilità di pensare e riflettere in relazione al nostro percorso di vita e a che punto siamo rispetto alla ricerca della tanto desiderata felicità. Cattelan si metterà in cammino nel vero senso della parola, portando a termine un viaggio che lo vedrà persino a Budapest ad esibirsi davanti ai quattro giudici di X Factor (versione ungherese) per provare l’ebbrezza di essere giudicato, lui che è sempre stato conduttore. Spolier: si esibirà con un look curato da Elio di “Elio e Le storie tese”, una chicca da non perdere: molto rock direi… Tra gli ospiti figurano anche Geppi Cucciari, il suo partner ai tempi di Mtv Francesco Mandelli e il premio Oscar Paolo Sorrentino che si cimenterà nelle riprese di un film alquanto particolare. E ancora la versione religiosa di “Quattro Ristoranti” (il famoso programma di Alessandro Borghese) che diventa “Quattro Religioni” con Cattelan, il quale si ritiene ateo, che andrà alla scoperta di quattro credi differenti attraverso le testimonianze di quattro compagni di viaggio. Il risultato è molto divertente e abbatte tante di quelle barriere, che spesso siamo soliti erigere quando ci relazioniamo a gente con idee diverse dalle nostre. Perché, in fondo, la fede non ha (e non può avere) regole se non quella di credere per davvero.

Seppur tratti un tema abusato e affrontato più volte, “Una semplice domanda” è una serie piacevole e mai noiosa. Tra momenti d’ilarità e altri di riflessione (come all’inizio dell’ultima puntata) il contenuto Netflix rispetta assolutamente le aspettative alte che i vari addetti ai lavori avevano elargito prima della messa in onda. Gradevole e non banale, Cattelan si pone questa domanda, senza la volontà di voler (o dover) dare risposte in merito. E soprattutto non vuole istruire nessuno! Per quanto possa sembrare retorico come ragionamento, l’interrogativo rispetto alla felicità rimane sempre qualcosa di attuale che tormentava gli antichi e continuerà a destare preoccupazioni nei posteri; perciò l’invito è che possiate trovare anche voi l’ispirazione giusta da questo programma o docu show. Chiamatelo come volete perché tanto fa lo stesso: docu-show fa più figo forse…

Alda Merini, a tal proposito, diceva che la miglior vendetta per l’uomo è la felicità poiché “non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.” Come darle torto.

Dato che sono buono e dato che siamo in tema, per chi non lo avesse visto (voglio sperare sia davvero una ristretta minoranza, altrimenti smettete di leggere i miei articoli) consiglio la visione del film “La ricerca della felicità”, un vero e proprio cult del cinema americano dal 2000 in poi, con Muccino alla regia e uno spettacolare Will Smith nei panni di un padre che deve mantenere suo figlio e il proprio posto di lavoro. Iconico il discorso che il protagonista pronuncia nei confronti del proprio figlioletto, interpretato proprio dal secondogenito di Will Smith:

Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.

Neanche a me. Ok?

Se hai un sogno tu lo devi proteggere.

Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare.

Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.”

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