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I vulcani della gioia

Una domanda che mi sono fatto appena ho finito di leggere il libro che i genitori di Rosaria, Giastin e Cosimo hanno scritto insieme a Enrico Graziano Giovanni Solinas è questa: Si può contenere in un libro la storia sempre viva di tre ragazzi? In punta di piedi dico no. Cerco di essere più esaustivo. Per chi ha conosciuto Rosaria, Giastin e Cosimo sa che non poteva avere titolo più appropriato il testo dato alle stampe, i tre vulcani della gioia. E come un vulcano che erutta faville incandescenti nel cielo, non sappiamo dove siano andate a finire le scintille che dalla loro vita hanno emanato questi tre ragazzi e che “fuoco” abbiano provocato. Il racconto del libro non è una storia triste o scontata. Non è la storia di tre ragazzi e della loro famiglia abbracciati fin dalla nascita dalla croce di una malattia. Sarebbe una storia comune, purtroppo, perché tanti sono i ragazzi che vivono la malattia e tante le famiglie che con amore accudiscono i loro figli. Questa è una storia di gioia. Una storia che pur nella difficoltà della malattia, ha conosciuto la “luce” che schiarisce ogni timore. È la storia non di tre ragazzi fotocopie. Ma di tre personalità giganti, ognuno con una identità precisa. Per chi ha frequentato la casa Gravina sa che le parole, i ricordi, le passioni di questi tre ragazzi sono familiari. Anzi, ognuno può approfondire, può rimarcare un aneddoto. Può essere testimone di un incontro particolare. Una cosa abbiamo in comune nel riaffermare quella che è stata la nostra frequentazione nella casa Gravina: non si varcava la porta d’uscita senza il sorriso sulle labbra. Non tocca a me dire da dove proveniva tanta serenità e tanta passione per la vita. So, però, che chi ha avuto modo di godere della loro amicizia, vedeva nei loro occhi la trasparenza dell’infinito. La storia di Rosaria, Giastin e Cosimo ha varcato le pareti della loro casa, della nostra città. Adesso, anche grazie a un’associazione che porta il loro nome, è storia comune, dove tutti possono attingere. Nel libro non si trovano storie di miracoli o visioni particolari. È la storia di tre adolescenti che attraverso la loro malattia hanno risposto alla chiamata di Dio di vivere appieno la vita con gioia. La gioia si vive non nell’avere tutto dalla vita, ma essere tutto nella vita. La storia di Rosaria, Giastin e Cosimo possa illuminare la vita di tanti nostri adolescenti che cercano il “tutto” della vita in cose che durano pochi istanti. Ritorno alla domanda iniziale, si può contenere in questo libro la storia di Rosaria, Giastin e Cosimo? No! Adesso lo dico più convinto. Perché dopo averlo finito di leggere, inizia la nostra storia con Rosaria, Giastin e Cosimo e la loro vita continua attraverso le gambe, gli occhi e il cuore di ognuno di noi.  

Antonio Daniele

Sono nato A S. Marco in Lamis e qui si vivo con passione e amore per la mia città. Ho una famiglia formata da mia moglie Michela e i miei due figli Michele Pio e Piergiorgio. Sono un educatore dei giovanissimi di Azione Cattolica e dal 2011 sono giornalista pubblicista. Sono animatore della cultura e della comunicazione promossa dalla Pontificia Università Lateranense e dalla Conferenza Episcopale Italiana. Sono stato collaboratore del giornale diocesano di Foggia- Bovino, Voce di Popolo e addetto stampa diocesano per l'Azione Cattolica. Attualmente curo la pagina facebook della Comunità Pastorale SS. Annunziata- S. Antonio Abate- S. Maria delle Grazie in S. Marco in Lamis. Collaboro con i siti cittadini e provinciali. Negli anni passati sono stato responsabile del Gruppo di Laboratorio di Formazione Sociale, promuovendo diversi incontri sulla dottrina sociale della Chiesa. Sono anche Presidente del Comitato Festa patronale S. Marco evangelista e in questa veste, con tutto il comitato, abbiamo promosso il restauro dell'effige del Santo e l'istituzione del Premio "Segno di Speranza".

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