CULTURA

“Tacco per sentieri di donna”, la nuova poesia di Giovanni Corleone.

Come promessoci nell’incontro di qualche settimana fa, Giovanni Corleone ha dedicato dei versi a “La Rivista solidale” . La poesia è una celebrazione dell’amore, della donna e della Puglia, temi centrali dell’arte del poeta geniale di Torremaggiore. Non vi resta che immergervi nei suoi versi ed emozionarvi.

Buona lettura e buone emozioni.

Tacco per sentieri di donna

Lì  dove nasce il peccato fecondo d’un paradiso senza tempi,
si spoglia lentamente la notte di stelle nel ritmo d’un gemito sfumato d’essenza,

 sui sentieri del cuore…

 tra profumi scoscesi d’ulivi in fiore e armoniche clessidre di chiacchiericcio.

Il pendio delle voglie astratte ancora una volta,

 crolla su labbra sinuose alla danza del folclore impazzito d’improvvisi abbracci, 

tra parole disegnate  col pennello del divino

 

e il distacco d’un morso laccato di passionalità accesa sulle gote delle fate bollenti,

e nei tentativi di divorar bellezza devastante mi appare il luogo dei sensi come piacevole condanna ai miei deliri in libertà donata dalL’ ECCEdere dei rimorsi. 

L’odore delle menti pizzicate dal pianto del viaggio profondo scivolano lungo brividi felini sul mio cantare eccitata rapina di segreti in pericolo,

ferite mai chiuse per dimenticanza dell’ego, 

TARANTOle precipitose a rincorrere la propria salvezza da aguzzini senza pietà,

anime troppo profonde per lussuriose avventure incastonate al manto ceramico di colori sbiaditi ai venti,




persi nelle grotte delle paure vinte domani e,
forse scappate dalle fessure scoperte da fasci di luce appariscenti,

inseguite come gonne musicate dall’incontro di caviglie chinate, 
chiamate dall’eros degli amanti per un diluvio di dolci pazzie.

Nelle melodie su colline arse di mute parole,
vorrei urlare il nome degli amori con pugni al confine tra porte d’oriente ed occidente ,

nel dimenticare il pensiero d’un fascino bagnato su seni conca d’elegante provocazione ammiccante sul graffio della tua voce inconfondibile ai miei sogni sospetti. 

Lei è bella di sole e di luna,

ed io prigioniero di spazi senza limiti,
incanto cambiamenti nella scia del volere calore incessante,

 lungo mani chiromanzate  e  bugiarde alle movenze divenute nell’aria torbida come  cappelle tremanti e stipate all’oblio delle parvenze sbiadite dei sorrisi.

Mi nascondo in tratti di pause distratte d’arte in strada a gridare nel porto dei silenzi,

l’approdo di dinastie con donne belle di follia al fascino dei sentimenti echeggianti di brio imperante e modaiolo.

La dimensione subdola inebriante del rossetto acre d’uno schiaffo di vento,

 tra mari nei tremiti d’un infinito sull’ eterna pelle sublime e tatuata come chioma della femmina sbattuta di schiena all’alba furibonda e celata da montagne lente al suono nefasto del frastuono delle rocce in ribellione,

mi rende lussuoso e vinto al BRINDISI delle cicale su rami d’ombre illuminate di perverse corse su piste navigate per schizzi di scultura inconcepibile alle umane fantasie,

ma immobili piazze nella mia psiche labile al sibilo delle sue essenze fantastiche.

Ancora, BATtito e lamento eclissano respiri bucati nel nulla e scivolano via se fosse amore,

se fosse un letto disfatto al tramonto eroico degli immortali vissuti in scatole di desiderio universale alla mattanza della normalità depressa e bigotta.

Ti sento di getto mentre BARI la mia lingua di fuoco nel sussurrare la tradizione rupestre delle trasgressioni gettate nel tuffo profondo e innocuo nelle visioni di nuovi mondi,

dove sei palpata costantemente dal turbinio del coprirti nuda.

Sulla tempesta dei rituali FOGGIA la piccante risata della cattiva frusta per giochi di sguardi rissosi in continui terremoti d’anima esaltati  ai sapori dei nostri piaceri travolti da scontri amorosi e lacerati da una arresa grottescamente romantica,

e m’accorgo in contrasto per lontane frequenze di mito,
 se a cantare sono stridule invidie dettate nell’olimpo dei fremiti  oppure,

la natura del volerci come quadro incantato a mezz’aria nel cielo per amore indimenticabile e meta verso l’impossibile al bacio dei nuovi universi.

Portami 
              Un
                      Giorno 
                                  Libero 
                                             In 
                                                   Alto.

                 Giovanni Corleone

Vincenzo Di Noia: docente e membro INGORTP