CULTURA

L’arte del “vecchio”

Si sa, viviamo in un mondo in cui ci basta un click per raggiungere tutto (o almeno quasi, per fortuna) quello che vogliamo.
I tempi sono stati ristretti al minimo, lo sforzo pure. Ma questo ha portato anche a meno “avventure”, ma soprattutto a meno magia, identificabile in questo caso nella genuina e giovane vitalità di chi è interessato a scoprire il mondo che lo circonda.


Lo sapeva bene Pascoli con il suo fanciullino, alle prese con una vita piena di novità in una sorta di circolo vizioso: più il giovane è curioso più avrà voglia di scoprire. A sua volta più scoprirà cose nuove più la sua voglia di conoscere e la sua curiosità sarà alimentata. Adesso invece questo circolo sembra spezzato, con i più piccoli che non riescono più a provare stupore con tenera ingenuità davanti le cose belle che ci offre la vita. E se dessimo eccessivamente per scontato le piccole cose che ci circondano? Poniamo l’esempio di Roma. Chi viene dall’esterno impazzirà letteralmente dinnanzi l’eterna bellezza della capitale, chi, ormai abituato, vive dall’interno la città invece, com’è normale che sia, avrà un occhio ben più critico.


Ritornando a noi, cerchiamo di dare al tema una spolverata ,immaginando di collocare al giorno d’oggi il fanciullino, protagonista dell’opera pascoliana del 1897. Magari nel primo decennio del 21 secolo, con il debutto sulla scena videoludica della Nintendo Wii, sbarcata nelle case di migliaia di persone più precisamente nel 2006. Pura meraviglia per gli occhi, di fronte a quella che anche 16 anni dopo resta una delle console oggettivamente più riuscite. Magari non per il sistema, comunque inedito per il tempo, sicuramente la Wii rimarrà nel cuore di molti per le emozioni che ha saputo regalare nella sua spontanea idea di divertimento.
Evitando paragoni poco lodevoli volti a capire quale sia stata l’infanzia migliore (anche considerata l’impossibile l’imparzialità totale date le età diverse) è limpida agli occhi di tutti la differenza tra nuova e “vecchia” generazione, dove il cellulare era ancora un oggetto misterioso usato da pochi. Lungi sicuramente dal rivestire quasi la medesima importanza di un organo vitale, è bello ricordare i tempi in cui con un pallone e due zaini (ammassi di vestiti erano anche ben accetti in alternativa) ci si sentiva un vero e proprio re del mondo. Adesso figurine sono state sostituite da pacchetti acquistabili online, il pallone è diventato un giochino mobile di calcio e le sfrenate corse su Mario kart hanno perso molti appassionati. Si cresce, ci si concede una lacrimuccia grazie al flusso di ricordi, ma si va avanti nell’inesorabile e bellissimo ciclo della vita.

Ma come si sa che con un click si può andare praticamente ovunque, è risaputo anche che certi amori fanno giri immensi per poi ritornare. Citando ad esempio il recente ritorno dei vinili, quali non hanno mai abbandonato il mercato nazionale ma di certo non facevano più parlare di loro da diversi anni. Una semplice moda passeggera? Un falso ritorno di fiamma? Il rischio è alto, vedendo le centinaia di mode passeggere impazzate tra gli adolescenti negli ultimi tempi. Ma questa, come si suol dire, è un altra storia. (scusate lo spoiler)

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