CINEMA

Comfort zone e pregiudizio (prima parte)

“Ho sempre pensato che la mia vita fosse una tragedia. Adesso vedo che è un musical”.

Questa la frase iconica, ovviamente reinterpretata in modo goliardico dal sottoscritto, a cui ho pensato stamani tra una pagina di libro da studiare e l’altra. La citazione a Joker, il film diretto da Todd Phillips nel 2019, si presenta più attuale che mai tre anni dopo. Urge però un background sulla pellicola per chi, in modo lecito ma non giustificabile, non conosce il tema.

Arthur Fleck è, senza troppi peli sulla lingua, un reietto della società, il quale ha fallito come attore comico e adesso si ritrova perso e ignorato, con solo il pensiero dell’anziana madre a cui badare. Si tratta di un’origin story, con un uomo sempre di più vicino alla rovina totale, soprattutto sul lato psicologico, analizzato con maestria dal regista. Il lungometraggio difatti ha ricevuto non pochi apprezzamenti, in parte (e che parte!) grazie anche alla sua figura principale il quale ha raccontato alla perfezione la discesa fino alla follia che accompagna in modo quasi angoscioso la visione. Il lavoro a dir poco magistrale di Joaquin Phoenix è stato meritatamente riconosciuto con la famigerata statuetta degli Oscar rivolta al miglior attore protagonista. Il film, presentato come autoconclusivo, si è così goduto la gloria facendo tacere rumour e teorie su un possibile sequel.

Passiamo quindi ai giorni nostri in uno scenario più che recente, quando lo scorso 8 giugno Phillips ha annunciato tramite i suoi canali social una notizia che ha sorpreso l’ambiente cinefilo. Il sentore c’era, vista la non felice tendenza al danaro facile, ma il copione del seguito è stato concluso e quindi il team è pronto a girare la pellicola. Il film, in arrivo nelle sale probabilmente non prima della fine del 2023 (da una veduta ottimistica), sbarcherà in tutto il mondo con il sottotitolo “Folie a Deux”, in riferimento a una rara patologia psichiatrica che porta a un forte affezionamento da parte del dottore nei confronti del paziente. Si è accesa la lampadina? Se si è fan probabilmente si, considerato come lo scenario ricordi in maniera piuttosto fedele l’avvicinamento della dottoressa Harleen Quinzel al suo paziente, nonchè il nostro Joker.

Avvicinamento che designa il celebre duo tra il clown più famoso della storia cinematografica (scusa Pennywise) e la totalmente folle Harley Queen, da sempre accomunata su grande schermo all’affermata Margot Robbie. Caso diverso per l’ amore della sua vita (anche se più che amore, seppur tossico, sarebbe da chiamare ossessione) il quale conosciamo in ben quattro vesti con Jared Leto, Jack Nicholson (dal cult Shining, ma era necessario dirlo?) e infine l’iconico pagliaccio interpretato da Heath Ledger. Non è mai facile proporre al pubblico un’attrice nuova. Specie se il tutto viene stravolto da un brusco cambio di rotta da parte dell’intero meccanismo.

Infatti se da una parte l’annuncio del seguito aveva stupito, è stata l’indiscrezione nata negli ultimi giorni a destabilizzare letteralmente. Niente di minimamente ufficiale sia chiaro, ma potremmo trovarci di fronte sia a voci non di semplice corridoio sia a una direzione (artistica e non, considerata la grandezza del cambio) totalmente inaspettata e originale. Infatti, come riporta l’autorevole Hollywood Reporter, affidabile rivista statunitense, il seguito di Joker potrebbe essere… un musical!

Inutile dire che la folla si è scatenata tramite dubbi e puro sconcerto. E ammetto che nonostante sia questo un momento in cui sono pienamente dedicato alla sessione universitaria (il lettore spero mi possa perdonare), la voce abbia lasciato di stucco anche il sottoscritto. Il quale si è dovuto prendere un paio di giorni, ovviamente anche per via dello studio, per elaborare e parlare di questa faccenda a mente lucida e nel miglior modo possibile.

Appuntamento alla prossima settimana.

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