IL PROF RACCONTA

L’abbraccio tra due fratelli “nemici”

Il rimbombo dei cannoni, spesso posizionati con immensi sforzi, sulle cime innevate dell’arco alpino,  fu il tragico sottofondo dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale. Le tracce degli incessanti bombardamenti sono visibili ancora oggi sui versanti, che a distanza di lungo tempo,  sono ancora costellati di crateri delle più diverse dimensioni. Una di queste montagne è il Monte Valbella, tragico teatro delle più accese battaglie di artiglieria campale della Grande Guerra, in cui gli italiani, i francesi e dei volontari cecoslovacchi contendevano il Monte ed i vicini Col del Rosso e Col D’Echele agli austroungarici. Quei combattimenti, passati alla storia come “Battaglie dei Tre Monti”, assicurarono agli italiani alcune vittorie e videro protagonista la Brigata Sassari, ma, oltre ai tanti atti di eroismo, ci fu un episodio che riguarda due fratelli, poco noto e particolarissimo. L’allora Cecoslovacchia era sotto il controllo austriaco, per cui i cechi furono chiamati a vestire l’uniforme austroungarica, ma alcuni di essi scelsero di arruolarsi con l’Intesa per liberare il paese dal giogo imperiale; così si formò la famosa “Legione Cecoslovacca” che combatté a fianco dei soldati italiani anche sul Monte Valbella. Ebbene, durante la battaglia, accadde che un legionario notò che, di fronte, appena uscito dalla trincea nemica, c’era il fratello, che si era arruolato nell’esercito imperiale; i due si riconobbero e corsero ad abbracciarsi nella terra di nessuno, incuranti degli accaniti bombardamenti. Questo fatto, che meritò all’epoca l’illustrazione sulla “Domenica del Corriere”, colpì profondamente i soldati che si trovavano nelle vicinanze, facendoli riflettere: fino a pochi istanti prima quei due fratelli tentavano di ammazzarsi a vicenda ed ora erano abbracciati, pochi metri più in là ed uno avrebbe potuto morire per mano dei compagni d’arme dell’altro. Questo episodio è una chiara prova dell’assurdità e della crudeltà della guerra, che vide coinvolte intere famiglie, che, come in questo caso, videro i figli scegliere strade differenti ed addirittura fronteggiarsi. Di questi due soldati sarebbe interessante conoscere i nomi ed il destino che gli spettò. Cosa fecero dopo quell’abbraccio nella terra di nessuno? Dovettero prendere delle decisioni in brevissimo tempo: uno di loro fu fatto prigioniero dall’altro? Decisero di combattere insieme nella legione cecoslovacca? Non possiamo dire nulla, ma certamente dovettero soffrire ancora molto prima, forse, di riabbracciarsi definitivamente.

Vincenzo Di Noia: docente e membro INGORTP