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#10 A lezione di autoironia: Tananai, il primo degli ultimi

Gli ultimi saranno i primi”ed è proprio il caso di dirlo per Tananai, ultimo classificato a Sanremo 2022, divenuto – nel corso delle ultime settimane – un vero e proprio tormentone social, specie su Twitter dove è praticamente sempre in tendenza. Da “Sesso Occasionale”, brano in gara sul palco dell’Ariston a un grande successo mediatico scaturito dal suo fare sbarazzino con espressioni come “lontre” e “ci vediamo all’Eurovision” nonostante il più basso piazzamento in classifica. Il mondo del web è praticamente impazzito per lui, senza dimenticare attestati di stima anche dalla TV con Mara Venier in versione groupie o dal mondo della moda con la passerella per ETRO alla Milano Fashion Week.

Questa è la curiosa storia di Alberto Cotta Ramusino, cantante milanese classe 1995, conosciuto precedentemente sotto il nome di Not for Us come produttore di musica elettronica. Poi il cambio di passo e poi di nome con “Tananai” che in dialetto milanese significa “cosa inutile”, epiteto che suo nonno gli ripeteva spesso da bambino. Sound moderno e leggero, personaggio stravagante che non ha paura di nascondere le proprie debolezze e paure, come quando dopo la prima serata a Sanremo (quando ha offerto una performance tutt’altro che egregia dal punto di vista musicale) ha ironizzato in una diretta Instagram con “credevo di aver fatto una figata, invece ho preso una stecca! Mi capiranno da morto”. E ancora il tentativo di spiegare la parola “cringe” alla collega spagnola Ana Mena (anche lei in gara sul palco dell’Ariston) con tanto di menzione social dell’Accademia della Crusca, a cui ha fatto seguito un’altra risposta bizzarra del cantante milanese: “Dedicato alla mia antipaticissima prof di Italiano: sono in macchina mentre ascolto i placebo mi condivide un tweet l’accademia della crusca TU DOVE STRAMINCHIA SEI AAAAAAAAEHEJAOGABFJWK”.

Sembra quasi che questo ragazzo viva su un altro pianeta, un ossimoro vivente che palesa tanti aspetti diversi e contrastanti tra loro. Una buona scrittura ma anche tanta voglia di vivere quei 26 anni che alle volte paiono un peso per tanti ragazzi. Una storia d’autoironia, cazzeggio e anche buona musica che lo hanno portato a partecipare a Sanremo Giovani con “Esagerata”, una sorta di prequel – anche a livello di sonorità – di quel “Sesso Occasionale” che un po’ tutti noi stiamo intonando da due settimane a questa parte.

“Baby ritorna da me

E metti via quella pistola

Baby ma dai cosa c’è?

Quell’altra non mi è mai piaciuta”.

In un momento storico non proprio positivo, da una parte una pandemia che non sembra volersi fermare e dall’altra un confronto politico che si sta traducendo in guerra mondiale (si spera di no), dovremmo un po’ tutti (giovani e meno giovani) imparare dall’autoironia e dal fermento di Tananai, giovane con gran voglia di fare e dire. E a chi gli chiede di rimanere umile, risponde scherzosamente con “me la menavo già prima, quindi adesso mi pare normalità”. Il consiglio odierno, seppur in ritardo rispetto alla programmazione di questa rubrica, è proprio quello di vivere la vita con leggerezza e di godere dei piaceri perché come da must di Tananai “non salvo vite, quindi penso che devo vivere il mio lavoro con spensieratezza e poca pressione”.

Il consiglio che do a me stesso, inoltre, è quello di agire di più e pensare un po’ meno perché la bellezza, alle volte arriva inaspettata e Qualcuno dall’alto si diverte anche a prenderci in giro. Solo a quel punto, dopo aver preso coscienza di questa banale lezione di motivazione e crescita personale, potremo (e potrò) tradurre le tante delusioni in vittorie, un ultimo posto a Sanremo in un grande successo.

Ci vediamo all’Eurovision…ah no! Ci vediamo martedì, cari lettori e perdonatemi ancora l’attesa per questo articolo. Sì, me la sto “menando” un po’ anch’io come il buon Tananai…

PS: vi invito ad ascoltare il suo EP d’esordio dal titolo “Piccoli Boati” che contiene sei brani dal sapore indie, assolutamente da mettere in playlist.

Vi saluto con un bellissimo gioco di metafore che fa in “Calcutta”, dove si mostra fragile nel tentativo di riuscire in qualcosa:

“Se potessi scrivere un po’ meglio di come faccio

Probabilmente sarei Calcutta, mh

E se potessi giocare un po’ meglio col pallone, adesso

Probabilmente sarei Esteban Cambiasso”.

Che “pazzo” che sei, Tananai!

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