IL PROF RACCONTA

Una tradizione in evoluzione: il precetto pasquale

Le festività pasquali, ormai imminenti, sono caratterizzate da numerosi eventi e tradizioni che riguardano la sfera religiosa e non solo; ricordiamo, ad esempio, le manifestazioni e le processioni del Venerdì Santo, i simboli, i dolci ed i piatti tipici che accompagnano la vita in questi giorni speciali. Tali modi di vivere la Pasqua si sono originati nei secoli e diversificati luogo per luogo; alcune  di queste tradizioni si sono rafforzate, altre sono scomparse da tempo, altre si indeboliscono o variano in base alle vicende storiche ed alla sensibilità sociale. Dal punto di vista cristiano la Pasqua è la festa più importante ed il momento centrale dell’anno liturgico; per questo motivo la Chiesa ha inserito tra i suoi comandamenti, detti anche precetti e da non confondere con i dieci comandamenti, il “precetto pasquale”. Tale precetto, il terzo di cinque, impone al cristiano di ricevere l’Eucarestia, almeno una volta, nel periodo che  va dalla domenica di Pasqua fino alla Pentecoste. Nel corso dei secoli questa tradizione si è sempre più inserita anche nella vita delle istituzioni pubbliche ed in generale della società civile così che, con il termine precetto pasquale, si è  soliti indicare la messa o benedizione che, soprattutto nel passato, vedeva coinvolte le istituzioni scolastiche, le forze armate ed i gruppi di dipendenti del pubblico e privato impiego. A partire da un precetto si è originata una tradizione che vede riuniti, solitamente prima delle vacanze, tutti coloro che durante l’anno condividono un ambiente di lavoro e momenti di vita comune; un’occasione per celebrare la Pasqua assieme prima del rientro presso le proprie famiglie. Negli anni scorsi il precetto pasquale è stato al centro dei temi politici e non solo, tanto che ci si è chiesto se fosse opportuno o meno celebrarlo scuole. Il tema è stato affrontato anche a livello giuridico con la produzione di varie sentenze; ad esempio, nel 2018, il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla benedizione pasquale indicando che deve essere facoltativa e deve tenersi al di fuori delle attività didattiche. Lasciando l’ambito scolastico e passando a quello delle istituzioni dello Sato si ricorda che anche  quest’anno si è tenuto il precetto pasquale interforze, che coinvolge il personale delle forze dell’ordine, delle forze armate ed altri corpi armati e non dello Stato. E’ un momento molto interessante, non solo dal punto di vista spirituale, ma anche utile a rafforzare lo spirito collaborativo tra tutti coloro che si impegnano per garantire la sicurezza e la pace nelle nostre città e nel mondo. Insomma il precetto pasquale è una tradizione in evoluzione, che si adatta alle nuove esigenze di una società multiculturale e che, oltre ad un momento religioso, è soprattutto un momento di riflessione sui valori universali di rispetto, fratellanza ed uguaglianza che dovrebbero essere il comun denominatore del vivere insieme. Non resta che augurare a tutti voi una buona e serena Pasqua e che, anche per chi non crede o non è cristiano, questi giorni siano un modo per riflettere in maniera proficua sulla realtà e su tutto quello che accade in questo doloroso periodo.  

Vincenzo Di Noia: docente e membro INGORTP