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Ciao Mino

Un uomo apprezzato da molti, odiato da troppi, ma soprattutto un uomo di calcio.
Perché sì ,nel corso delle sue innumerevoli trattative, magari Mino Raiola non sarà stata la persona più simpatica di questo mondo, ma è innegabile che nella giornata di ieri ci abbia lasciato uno dei migliori nel suo campo.
Si rischia tante volte di confondere la simpatia che si prova per una persona con la valutazione dell’ambito di essa. Esattamente come si rischia di rendersi ridicoli lodando lo stesso uomo che il giorno prima si era tanto insultato.
Ammette senza problemi di non essere mai stato il fan numero 1 di Raiola e pertanto eviterò di pubblicare sui social in suo onore(né tantomeno in suo disonore).
Ma è bene rimembrare una persona che, nel bene o nel male, sapeva fare il suo lavoro meglio di tanti altri. D’altronde non si vince ogni giorno il premio di miglior agente europeo (2020) o di miglior procuratore dell’anno(2016).
Ma non è un articolo per lodare qualcuno, si potrebbe sfociare nell’incoerenza e sicuramente tanti altri hanno scritto con tale fine.
Ieri,30 aprile 2022, è stata la morte di Mino Raiola. E non è l unica notizia poco felice.
Difatti se da una parte troviamo un decesso, dall’altra troviamo un semi-crollo, o in termini meno sensazionalistici una caduta di stile ,che non è altro che un segnale di avvertimento per tutta la nazione.
È noto a tutti infatti ,o almeno immagino ,che l’agente è morto ben due volte in una settimana? Recordman? No.
È il caso (purtroppo) di un cattivo, limitandoci a usare questo aggettivo, giornalismo che mai dovrebbe avvenire.
Questa corsa alla notizia va bene, è frutto del dinamismo sempre più presente nel settore giornalistico, ma come ogni cosa al mondo, serve un equilibrio. Difatti non può e non deve venir meno lo scopo principale del giornalista: informare. Anche a costo di guadagnare due entrate di meno. Bisogna essere pro ai “titoli caldi”(così definite le tecniche per attirare la gente che senza un headline accattivante magari non sarebbe spinta a leggere l articolo) , bisogna chiudere un occhio ogni tanto, purché la notizia trattata sia veritiera. Ne va della credibilità di una testata, in casi più estremi di un paese. Ma qui si tocca anche un altro punto: il rispetto. Per la persona interessata oggetto della notizia. Rispetto per i lettori. Rispetto per sé stessi, perché non è mai consigliabile riportare uno scoop senza averlo constatato per bene. Si rischia scivoloni poco piacevoli.
Pace all’anima di Mino Raiola, stavolta passato a miglior vita sul serio.

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