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In quel dì di Hawkins: volume 1 / pubblicità nel sottosopra

C’è un tempo e un luogo per ogni cosa”, diceva un noto professore del panorama videoludico. Messaggio preso alla lettera dai fratelli Duffer, creatori della rinomata serie Stranger things, che hanno fatto aspettare ben 2 anni dall’ uscita della terza stagione alla quarta. Attesa snervante, ma ripagata, seppur non completamente.
Tempo fa ho parlato della questione hype, molto ricorrente soprattutto nel web, dove il termine assume il significato di un prodotto atteso dai fan e coinvolto in strategie marketing per cui le aspettative non mancano. Spesso anzi presentano il rischio di crearsi letteralmente dei castelli fatti da teorie che provocano veri e propri fardelli mediatici. Basti vedere la Marvel che con la sua enorme struttura di collegamenti e personaggi ogni pubblicazione porta a ore e ore di studio , senza esagerare.
La qualità della serie in questione è sempre stata in crescendo e ha sempre potuto godere di una struttura invidiabilmente solida. Che ha portato come inevitabile conseguenza un’ ingente fanbase, aumentata radicalmente negli ultimi episodi.
Impatto esploso letteralmente con l uscita dei due volumi che compongono la quarta stagione (scelta curiosa la divisione di sette episodi da una parte e un paio dall’ altra) con migliaia e migliaia di persone impazzite per il marchio.
Che si facesse sul serio lo si era già capito già prima ancora dell’uscita del primo episodio della nuova stagione: collaborazioni pubblicitarie sono traboccate, facendo la loro fortuna in tutto il mondo in una rete mediatica probabilmente mai vista prima in un contesto del genere. Almeno una decina, da Eastpak, Domino’s, Burger King a possibilmente in futuro Fortnite.
Per non parlare dell’ (interessantissima) trovata di casa Netflix che nonostante il calo di abbonati e le critiche continua fiera a portare il suo scettro di streaming . Difatti il giorno dell’ uscita del volume 1 l’industria statunitense ha portato nelle strade milanesi una fresca ventata a suon di paranormale: un maxi schermo dove assistere insieme ai primi due episodi e molteplici decorazioni che sono state molto apprezzate dai capoluogo lombardo.
Marketing? Lo stai facendo bene.
Ma come sappiamo oltre alle parole servono i fatti, serve carne al fuoco. I Duffer saranno riusciti a riconfermarsi? Cosa c’è sotto il letto di Lucas? È nato prima il mindflayer o vecna? (sequel non richiesto dell’uovo e della gallina)
Ci vediamo nel volume 2, e vedrò di non far aspettare un mese come ha fatto la serie tra una parte e l’altra (anche perché con la sessione conclusa tra un viaggio e l altro avrò sicuramente più tempo da dedicare allo scrivere).

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