PER APPROFONDIRE

Caro Sars ti scrivo pt.2/ Riflessioni generali

Le promesse si mantengono (o per meglio dire “friend don’t lie”) perciò eccomi qui. Non sono sparito e per il momento,per fortuna o sfortuna che sia, e non ho intenzione di andare via sebbene la sessione di dicembre la pensi diversamente. Ma il caso vuole che io sia terribilmente testardo.

Tornando alla nostra conversazione interrotta bruscamente scorsa settimana chiedo ai miei tre lettori: avete visto il bicchiere per bene? Se non avete capito cosa intendo e perciò presumibilmente siete confusi vi consiglio di tornare all articolo precedente per inquadrare il filo logico.

Attendendo la vostra opinione a riguardo mi permetto di dire la mia: il bicchiere non è affatto pieno sia chiaro,ma potrebbe non essere così vuoto come pensiamo.

Diciamoci la verità: nel bene o nel male ci stavamo tutti adeguando al nostro stile di vita relativamente (guai a generalizzare) tranquillo e qualcuno di noi-e non è un dissing, sebbene essendo artista musicale nella scena rap oltre che futuro giornalista è una cosa che potrei anche fare – si potrebbe esser assopito sugli allori vedendo ormai un futuro sulla stessa linea. Premettendo doverosamente che non si tratta di una critica ma semplicemente una tendenza che abbiamo e abbiamo avuto tutti in certi momenti della nostra vita. Chi più chi meno.

Parlavamo quindi di terremoto ma io volendo dare un tocco, corretto o errato che sia, creativo la chiamerò fine del capitolo, dell’episodio. Guardiamo la caratteristica delle serie thriller ad esempio: i personaggi raggiungono uno status quo quando arriva un qualcosa che cambia totalmente le carte in tavola. Quel qualcosa, usando un linguaggio più consono, non è altro che un cambiamento che in materia di storytelling rappresenta il passaggio da un mondo (metaforicamente parlando,il contesto rimane uguale) ordinario a un mondo considerato straordinario dove il protagonista della storia,eroe o anti che sia,affronta un percorso fatto di prove e sfide personali.

Cosa accomuna questa tecnica di narrazione derivante dal cinema americano del 1900 al nostro discorso? Il fatto di essere tornati coi piedi per terra e aver dovuto affrontare una prova enorme come la convivenza con il compagno di stanza che russa (simpatica allegoria del covid, sempre dallo scorso articolo) a cui seguivano tante varie sfide. E ne siamo usciti, ridimensionati ma ne siamo usciti.

Ma ovviamente il ridimensionamento non presenta solo lati positivi,anzi.

Ci vediamo alla prossima puntata.