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#8 Il “mio” Sanremo

Siamo nel 2022 e ancora non esistono le vacanze per la settimana di Sanremo?” dice Marco Mengoni nel suo monologo in coppia con Filippo Scotti (miglior attore emergente all’ultimo Festival di Venezia) durante la finale della kermesse canora. Il tweet letto dal cantante, vincitore del Festival dieci anni fa (sì, state invecchiando se ricordate la sua vittoria con il brano “L’essenziale”), è quanto più di vicino alle mie idee rispetto all’evento per antonomasia della televisione nostrana. Quella tv che rappresenta noi italiani, tanto cari ma poco patriottici, che riusciamo ad unirci in un unico credo solo durante le partite della nazionale e di fronte alla settimana sanremese. Anche quest’anno non sono mancate, di certo, polemiche come la tradizione vuole e soprattutto noi tutti ci sentiamo, in quei cinque giorni, grandi critici musicali, esperti di moda, presentatori e perché no anche autori…vale – a grandi linee – il principio dell’allenatore della nazionale, sindrome che accompagna tutti coloro che credono di comprendere tutte le scelte per portare gli azzurri ai prossimi mondiali. Se solo fosse così facile!
Tornando al festival, il mio rapporto con esso è davvero speciale. Credo sia il momento che aspetto con più ansia in tutto l’arco dell’anno solare, più del Natale e persino delle tanto agognate vacanze estive. Lo tendo a sottolineare più volte ad amici e parenti: io in quella settimana, cascasse il mondo, non ci sono…o meglio ci sono solo per Sanremo. E sì lo so, divento l’emblema dell’italiano medio ma cosa posso farci se Sanremo è il solo momento in cui ha senso, nel 2022, accendere un televisore? Tuttalpiù è una delle rare occasioni che riunisce ancora la mia famiglia attorno al divano, un po’ come i Simpson ma versione italiana. Per me il Festival è davvero qualcosa di importante e non scherzo mica. Ricordo che da bambino e forse ancora adesso (ma lo dico sottovoce), uno dei sogni (o meglio obiettivi) da perseguire era proprio arrivare a presentare il Festival; il che in qualche modo simboleggia l’essere riusciti in un certo senso a raggiungere il massimo palco italiano per ciò che concerne la conduzione televisiva. Discorso analogo (credo, ma non ne sono sicuro) per tutti i ragazzi che hanno il sogno del canto e si proiettano all’Ariston a cantare brani che adesso intonano nella propria cameretta. Non tutti mi capiscono e ne prendo atto, ma come lo slogan recita: “Sanremo è Sanremo“. E io aggiungo: “e non possiamo farci nulla“.
Ricordo, inoltre, che il mio rapporto con questo evento è sempre stato qualcosa di particolare per me, specie nel momento in cui avevo altri impegni che dovevo – per forza di cose – onorare. A tal proposito è doveroso ribadire quanto fosse forte la mia passione per l’occasione, motivo per cui ero obbligato a trovare stratagemmi che mi venissero in soccorso per non perdermi nulla tra esibizioni, interviste, curiosità e chi più ne ha più ne metta… Per esempio, durante gli anni delle elementari, “casualmente” mi colpiva una forte influenza, che mi esentava dal dover andare a scuola per l’intera settimana e potevo così starmene comodamente a casa sul divano con la mia copertina di pile a guardare tutti gli approfondimenti di Mamma Rai sulla serata appena conclusa. C’è da dire che alle volte la febbre me la prendevo davvero, ma con me c’era sempre quel Tv Sorrisi e Canzoni che mi permetteva di non pensare ad altro, se non che ai testi delle canzoni. Divenuto più grande, parlo del periodo delle medie e del liceo, non potevo permettermi di rimanere per un’intera settimana a casa, dovevo perciò inventarmi qualcos’altro. Ed è qui che subentra il genio, che io non sono. In pratica, il piano era strutturato nella seguente maniera: interrogazioni solamente prima e dopo il festival perchè, senza troppi giri di parole, non dovevo aprire mezzo libro. E voi mi direte giustamente “e se c’erano compiti scritti?“. La risposta è più semplice del previsto perchè scritti non c’erano. Provavo a corrompere compagni e professori per rimandare, spostare e/o anticipare le verifiche, anche a costo di risultati meno soddisfacenti; non potevo di certo impiegare i miei pomeriggi a studiare se c’era Carlo Conti o Baglioni su quel palco, a cui tanto aspiravo. L’ho romanzata un po’ ma vi assicuro che un fondo di verità (e anche qualcosa in più) c’è. Voi però, se siete studenti, evitate di fare queste cose…i professori non vi capirebbero e nemmeno i vostri compagni.
In questa mia rubrica settimanale tendo a dare un consiglio, sulla base di mie letture o film guardati. Non potrei quindi suggerirvi di riguardare il festival, sarebbe da folli anche se…no dai! Perciò ho deciso di stilare una serie di momenti iconici di questo Sanremo 2022 che vi consiglio di andare a recuperare qualora non foste riusciti a guardarli in diretta. Sul mio profilo Instagram (@gabrielemucelli), comunque, trovate il mio racconto live nelle mie stories. Alcune sono divertenti, altre meno. Però mi sono impegnato parecchio.

È giunto il momento del riepilogo generale, ecco i miei consigli, cari lettori!

BRANI DA ASCOLTARE (in ordine sparso e non di gradimento)
Dove si balla di Dargen D’Amico;
Chimica di Donatella Rettore e ditonellapiaga (chi, chi, chimica…ritornello che canteremo per un po’);
Brividi di Mahmood e Blanco, vincitori del Festival;
Sesso occasionale di Tanani, arrivato ultimo (poraccio!);
Apri tutte le porte di Gianni Morandi (immenso);
Domenica di Achille Lauro (folle, come sempre);
Ovunque tu sarai di Irama (il mio vincitore morale);
farfalle di Sangiovanni;
Ciao Ciao de La rappresentante di lista, che si candida a divenire un tormentone radiofonico ed infine la candida voce della seconda classificata, Elisa con O forse sei tu.

NB: questi sono i brani che sono in perenne rotazione nelle mie playlist, quindi non fidatevi ciecamente. Ascoltate tutto, mi raccomando!

COVER DELLA QUARTA SERA:
Senza perdermi in chiacchiere inutili, mi è piaciuto molto Achille che ha dedicato a Loredana Bertè la sua Sei Bellissima con tanto di lettera in cui chiede espressamente scusa alle donne in nome del genere maschile. Ho molto apprezzato e non posso non consigliarvi l’ascolto. Aggiungo anche altre cover che mi sono piaciute particolarmente:
A muso duro proposta da Sangiovanni con Fiorella Mannoia;
Bambola di Patty Pravo, rivisitata da Dargen D’Amico;
Tananai con Rosa Chemical che porta in gara Cominicia tu, in omaggio a Raffaella Carrà;
Il medley di Gianni Morandi con quel mattacchione di Jovanotti, non a caso hanno vinto loro la serata cover!
Emma e Francesca Michielin a dir poco fantastiche con un omaggio a Britney Spears;
What a Feeling direttamente da Flashdance con Elisa in splendida forma;
l’omaggio a Pino Daniele di Massimo Ranieri in coppia con Nek con Anna verrà e poi come non annoverare gli ottimi Mahmood e Blanco con Il cielo in una stanza di Gino Paoli.

APPROFONDIMENTI E O PROGRAMMI DA GUARDARE SUL FESTIVAL:
Cashemire incontra Netflix
– The Jackal e Sanremo in…

OSPITATE SUPER:
Checco Zalone aka Ragadi aka Oronzo Carrisi;
– il non monologo di Sabrina Ferilli;
– il medley di Orietta Berti e Fabio Rovazzi e il loro amore platonico dalla nave;
Jovanotti che declama Mariangela Gualtieri;
– la super foggiana Giannetta che con il suo collega Lastrico;
Saviano che ricorda Falcone e Borsellino;
– Super Cesare Cremonini e super Maneskin e per finire con il monologo di Drusilla.

E se vi resta del tempo, Grignani visibilmente in “non ottime” condizioni in duetto con Irama. Papalina e FantaSanremo

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